INTOLLERANZA AL LATTOSIO

INTOLLERANZA AL LATTOSIO E BREATH TEST

INTOLLERANZA AL LATTOSIO E BREATH TEST

INTOLLERANZA AL LATTOSIO

L’intolleranza al lattosio  è un’intolleranza enzimatica che affligge sempre più persone, causando  fastidiosi problemi a livello gastrointestinale.

Può essere, molto spesso, confusa con l’allergia al latte e alle proteine del latte, soprattutto quando non si fanno i test validi e riconosciuti per diagnosticarla.

I sintomi dell’allergia al latte e quelli dell’intolleranza al lattosio sono simili, ma l’iter diagnostico è ben diverso.

L’allergia al latte:

L’allergia alle proteine del latte (alfa latto-albumina, caseina e beta-lattoglobulina) preclude l’ingestione di qualsiasi tipo di latte vaccino ( mucca, asina, capra, ecc) e prodotto che contenga anche una minima parte di latte.

Spesso si scatena in età pediatrica, ma anche buone probabilità di regredire, dopo una dieta di eliminazione senza cibi contenenti proteine del latte ( leggi qui l’articolo sulla dieta senza pdl).

Invece, se si scatena in età adulta, la regressione è praticamente impossibile, come la maggior parte delle allergie, dove l’ingestione dell’allergene, fa scatenare una reazione immunitaria.

Per diagnosticare l’allergia al latte si devono fare i test appositi, partendo dai prick test ( leggi anche “allergia e test da fare “).

Il latte fa parte dei 14 allergeni per cui è obbligatoria per legge, la dicitura in etichetta della sua presenza, anche in minima parte.

L’intolleranza al lattosio:

L’intolleranza al lattosio, invece, non elimina completamente il latte e i suoi derivati dalla dieta, anzi, spesso basta acquistare prodotti “senza lattosio“, per ovviare il problema.

E’ infatti possibile, per un intollerante al lattosio mangiare anche prodotti contenenti lattosio, senza avere gravi reazioni, come nel caso di un’allergia.

Le reazioni possono essere anche nulle, prima della soglia di tolleranza, per poi diventare da lievi a più fastidiose o serie, in base alla gravità dell’intolleranza.

Il problema è causato da un enzima, il lattasi, che non lavora bene e non digerisce questo zucchero contenuto nei cibi.

La mal digestione del lattosio, arrivando nell’intestino, procura  gas ( idrogeno, metano ed anidride carbonica) e da qui, flatulenza, meteorismo, tensione addominale, crampi, diarrea, gonfiore e senso di pienezza.

Alcuni di questi gas, vengono assorbiti nel colon, entrano nel sistema venoso e arrivano agli alveoli polmonari.

E’ per questo motivo, che è possibile diagnosticare l’intolleranza dal respiro.

Quando non viene eliminato il lattosio dalla dieta, questi sintomi tendono a diventare cronici e può insorgere anche astenia ed irregolarità intestinale.

Per chi fatica a rinunciare al latte, in commercio sono disponibili dei farmaci che aiutano la digestione del lattosio.

Preferibilmente, conviene sempre cercare di evitare il lattosio e ridurre al minimo l’assunzione di farmaci, se non necessario.

I prodotti senza lattosio, ormai, sono moltissimi e la scelta è vasta e, anche per quanto riguarda le medicine, molte sono senza lattosio.

Iter per diagnosticare l’intolleranza al lattosio:

  • anamnesi e visita specialistica ( allergologo, gastroenterologo,ecc)
  • esclusione di allergie o patologie con sintomi simili all’intolleranza
  • test di eliminazione e verifica
  • breath test

Il migliore, il gold test è il breath test all’idrogeno.

Come funziona il breath test:

Il respiro viene raccolto prima e dopo l’ingestione del lattosio, in una sacca di raccolta.

I livelli di idrogeno nel respiro, fanno capire se sussiste un’intolleranza o meno.

La profilassi prevede che non si deve mangiare lattosio, quindi nessun cibo che lo contenga, per almeno una settimana, prima di poter fare il test, per non falsare i risultati.

Inoltre, la sospensione dei fermenti lattici, antidiarroici, lassativi, , clisteri, antibiotici, estratti pancreatici e farmaci con lattosio.

Insieme ad altre accortezze, che verranno dette dal laboratorio, durante la prenotazione del test, è richiesto anche il digiuno e l’astensione dal fumo la mattina dell’esame.

All’arrivo, si prende un campione del respiro, prima dell’ingestione del lattosio, in modo da avere ill livello base.

Si fa ingerire un quantitativo di lattosio, circa 20/25 grammi, quindi si fa soffiare nel tubo a distanza di 30/60/90/120/150/180 minuti.

Di norma, il test dura 4 ore, per avere un campione soddisfacente da esaminare.

A questo punto, vengono esaminati  i campioni, per vedere il quantitativo di idrogeno nel respiro: un eventuale picco, rispetto al livello normale iniziale, fa capire quanto è grave l’intolleranza.

Essa può variare da lieve a grave, mentre, nei soggetti che digeriscono ottimamente il lattosio, il picco non si verifica.

Cosa mangiare con l’intolleranza al lattosio:

Se si risulta positivi all’intolleranza al lattosio, bisogna adeguare lo stile di vita e la dieta a questo deficit.

Come già anticipato prima, in commercio esistono innumerevoli prodotti senza lattosio e molti di essi riportano, ormai, la dicitura ” senza lattosio” in confezione.

Bisogna leggere sempre le etichette degli ingredienti dei cibi acquistati e stare attenti a prodotti dove potrebbero non menzionarlo, come per esempio, nel salame.

Il lattosio viene spesso usato come vettore nei farmaci, perciò va sempre detto al dottore che si è intolleranti, per farsi dare la medicina più adatta.

Infine, c’è anche la possibilità di aiutarsi nella digestione del lattosio, con integratori appositi, studiati per la digestione di questo zucchero.

Questa soluzione è valida nel caso di viaggi o impossibilità di reperire prodotti senza lattosio.

Vedi anche:

ALLERGIE E INTOLLERANZE

ALLERGIA AL NICHEL

CELIACHIA- LISTA ALIMENTI CONCESSI/VIETATI

LISTA ALIMENTI PER INTOLLERANZA ALL’ISTAMINA

 

 

Disclaimer:

Le informazioni fornite in questo sito sono solo a titolo informativo e non vogliono sostituire in alcun modo terapie e diagnosi mediche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.