shock anafilattico

COME RICONOSCERE UNO SHOCK ANAFILATTICO

COME RICONOSCERE UNO SHOCK ANAFILATTICO

shock anafilattico

Lo shock anafilattico è la reazione più estrema e pericolosa che un soggetto allergico può avere verso un alimento o una sostanza verso cui si ha la sensibilità.

Nel caso dello shock anafilattico, la reazione allergica interessa tutto il corpo, con reazioni diverse, portando, nei casi più gravi, anche alla morte.

Lo shock anafilattico avviene perchè l’allergene si lega con gli anticorpi igE, attivando  i mediatori dell’infiammazione, tra cui l’istamina.

Come conseguenza si ha un aumento delle contrazioni dei muscoli dei bronchi, vasodilatazione, diminuzione delle contrazioni del cuore, fino ad arrivare all’arresto respiratorio e cardiaco e morte.

Per questo motivo, è importante conoscere le proprie allergie, comunicandole ad amici, colleghi, parenti e camerieri, se si va a mangiare fuori.

Nelle gravi allergie, dove si ha lo shock, è importante evitare qualsiasi contatto, anche in forma indiretta con l’alimento e la minima ingestione.

Allergeni che possono causare lo shock anafilattico:

Gli alimenti più comuni, che possono causare questo tipo di reazione sono: pesce, crostacei, uova, grano, latte, cereali, lupini, frutta a guscio ( nocciola, arachide, noci, ecc) e tutti i prodotti derivati.

Dal 2015, questi allergeni, insieme ad altri, sono citati in tutte le liste degli ingredienti, per una scelta consapevole del prodotto.

Tra gli allergeni non alimentari, i più a rischio di shock anafilattico sono il veleno di ape, vespa, calabrone e giallone.

Inoltre, anche alcuni farmaci: penicillina, cefalosporine, FANS, farmaci biologici, ecc; mezzi di contrasto iodato.

Ai soggetti così sensibili, viene data in dotazione una siringa pre dosata e portatile di adrenalina, per contrastare lo shock.

E’ importante portarla sempre dietro e saperla usare correttamente.

I sintomi di uno shock anafilattico sono:

gonfiore di labbra, lingua, gola e della congiuntiva (occhi); dolore nella deglutizione; raucedine;

pallore intenso; cianosi( pelle tendente al blu); arrossamento; angioedema;

orticaria, prurito;  dolore pelvico e incontinenza; crampi, diarrea e vomito;

naso che cola; respiro corto con sibili e stridori; tosse;

vampate di calore; sudorazione con cute fredda; ipotensione, tachicardia, bradicardia;

stato di ansia, mal di testa, confusione, sensazione di testa vuota; vertigini;

perdita di conoscenza, convulsioni;

asfissia; broncospasmo; arresto respiratorio e cardiaco; morte.

L’ospedale Bambino Gesù di Roma riporta la seguente sequenza di sintomi dello shock anafilattico:

comincia con un formicolio e senso di calore alle estremità e alla testa, per poi, continuare con:

– Orticaria-angioedema;
– Rinite;
– Difficoltà respiratoria;
– Prurito alla lingua e al palato;
– Alterazioni della voce;
– Edema della glottide, rigonfiamento dei tessuti dell’area delle corde vocali che può impedire la respirazione;
– Asma, vomito, diarrea, ipotensione, aumento abnorme della frequenza cardiaca (tachicardia) e aritmia

Come comportarsi in caso di shock anafilattico:

Quando si presentano uno o più dei sintomi appena elencati, bisogna reagire tempestivamente, per non arrivare alle reazioni più gravi, come la morte.

Se si è la persona interessata o si ha di fronte una persona con questi sintomi, si nota velocemente il susseguirsi dei vari sintomi e il cambiamento della persona.

Si deve agire tempestivamente, per far ripristinare una situazione di sicurezza: quindi, iniettare la siringa di adrenalina e chiamare l’ambulanza.

Se non si è in possesso dell’adrenalina, prendere subito antistaminico, cortisone, broncodilatatori e chiamare subito un’ambulanza, che può somministrare ossigeno ed infusioni intravenose.

Stare molto attenti che la persona in preda allo shock anafilattico non smetta di respirare e avere sempre dietro le proprie medicine se si è il soggetto allergico.

In teoria, le attività di ristorazione, dove si servono alimenti con possibili allergeni, dovrebbero avere, nel kit di soccorso, antistaminico, cortisone ed adrenalina.

Raramente, però, le attività ne sono provviste, perciò è importante premunirsi personalmente.

Se si è un soggetto predisposto allo shock, è bene parlarne con il proprio allergologo per avere in dotazione l’adrenalina e il proprio kit salvavita.

Come si usa l’adrenalina:

L’adrenalina è un farmaco salvavita che non viene prescritto a tutti, ma solo nei soggetti più a rischio, che va iniettato in via intramuscolare nella coscia.

La siringa deve essere premuta nella parte esterna della coscia: farà un click, segno che si è aperta, quindi tenere per 10 secondi in loco, anche sopra i vestiti.

Se, dopo 5 minuti dall’iniezione, non si placano i sintomi, bisogna iniettare una seconda dose di adrenalina.

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